Nicola menci - Compositore ed arrangiatore Nicola Menci - Castiglion Fiorentino, Arezzo


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Per toccare con mano la mia produzione ascolta questo cd realizzato,nella primavera 2003, dalla Ema Records, con alcune mie arie per voce e pianoforte eseguite dal duo Roberto Lupi, composto dalla soprano giapponese Keiko Shigetoh e dalla pianista fiorentina Monica Cioci. Se ti interessa il prodotto puoi andare sul sito emavinci.it oppure rivolgerti direttamente a me.

Amiamo, Cantiamo
Petrarca e Metastasio nelle arie di Nicola Menci
 
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Amiamo, cantiamo
1
  Primavera
2
  Caro mio ben
3
  Amiamo, cantiamo
4
  Guarda che bianca luna
5
  L’invito
6
  Vago augelletto
7
  A mezzanotte
8
  Malinconia
9
  Vaga luna
10
  Solitario bosco ombroso
11
  La promessa
12
  Selve amiche
13
  Farfalletta
14
  Croce e delizia al cor

Duo LupiNicola MenciIn questa raccolta di arie uso un linguaggio tonale moderno che reinterpreta lo stile della musica colta del Settecento europeo. Le melodie, ora raffinate e aristocratiche, ora schiette e popolari, si sposano con la migliore produzione poetica italiana tra Trecento e Ottocento. Il cd è stato registrato presso l’Accademia Bartolomeo Cristofori di Firenze. Alcune di queste canzoni, per gentile concessione dell’Accademia, sono state accompagnate con un fortepiano Conrad Graf del 1820 che crea una magica atmosfera di taverna viennese. ”Primavera”, canzone fresca e solare, è caratterizzata dall’uso della progressione e da un lungo pedale di dominante al termine dello sviluppo, poco prima della ripresa. “Caro mio ben” pare una romanza di primo Ottocento col caratteristico accompagnamento a terzine. Quando ho scritto “Amiamo cantiamo” pensavo al brindisi di Verdi ”Libiamo”, così l’aria si apre col luminoso intervallo di sesta maggiore e, prima della ripresa, cadenza al terzo grado. “Guarda che bianca luna” è la più celebre delle anacreontiche di Iacopo Vittorelli; già dallo stacco del pianoforte si avverte il pathos di cui questa canzone è imbevuta. Brioso e scacciapensieri, con il suo ritmo, puntato risulta “L’invito”. Forte è stata la suggestione di musicare il sonetto del Petrarca “Vago augelletto”, la mente è andata a Schubert e nello sviluppo l’armonia si tinge di romantico. Una dolce serenata è la galante e aristocratica “A mezzanotte”. Un delicato 3/8, il tono minore e l’uso in cadenza della sesta napoletana mi sono serviti per interpretare un sentimento intimo come la “Malinconia”. In “Vaga luna” ho voluto imitare Bellini dilatando il più possibile la cadenza finale. “Solitario bosco ombroso” è una bella poesia di Paolo Rolli che Goethe sapeva a memoria, la tonalità d’impianto è un oscuro minore dal quale per brevi attimi mi allontano, ma al quale sempre faccio ritorno per sottolineare il dolore del poeta. Ne “La promessa” immagino le schermaglie amorose di due giovani fidanzati. “Selve amiche” ha il fascino di un’aria antica con la sua armonia semplice e chiara. Un’armonia limpida, un ritmo agile, l’uso del punto sottolineano la leggerezza della “Farfalletta”. Il testo di “Croce e delizia al cor” è di Francesco Maria Piave ed è contenuto nella Traviata, ho cercato di dargli un carattere appassionato e romantico e, come Verdi, anch’io comincio il brano in minore per chiuderlo in un energico maggiore.
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